Stars & Stripes: Steve Zungul, traditore per il gol

[Contenuto esclusivo realizzato per La Battaglia di Santiago | RIPRODUZIONE RISERVATA]

La storia del primo tentativo di lancio del calcio negli Stati Uniti riguarda l’epoca 1968-1984: tre lustri, o poco più, che videro la nascita della NASL (North American Soccer Association) e altre leghe: grandi stelle e onesti mestieranti del pallone, travolti da lustrini e luci, in un esperimento che non ebbe gli esiti sperati. Tuttavia, rappresenta uno spaccato ricchissimo di pagine che meritano di essere preservate. La rubrica Stars & Stripes, nella nostra categoria Storie di NASL (e oltre), si pone l’obiettivo di rispolverarle per i lettori di La Battaglia di Santiago. Buona lettura!


Le connessioni tra il calcio statunitense e quello jugoslavo sono state ben presenti nell’epoca del lancio della NASL. Ma chi provocò un vero e proprio scandalo, non solo sportivo, fu l’attaccante Slavisa (poi Steve) Zungul. Nato nell’odierna Serbia a Pozarevac, il 28 luglio 1954, si era segnalato tra i migliori attaccanti jugoslavi negli anni Settanta. Bomber dell’Hajduk Spalato, era entrato nel giro della Nazionale grazie all’esordio contro l’Italia il 28 settembre 1974, a Zagabria. In seguito avrebbe preso parte alla fase finale dell’Europeo casalingo nel 1976. Il 25 ottobre 1978 scende in campo per la presenza numero 14, senza reti realizzate: nessuno immagina che quella sarebbe stata l’ultima volta, ad appena 24 anni. Perché prende forma l’incontro con il destino.


Con la maglia della Jugoslavia

Zungul era da tempo ai ferri corti con l’Hajduk e il suo allenatore Tomislav Ivic, considerato troppo difensivista. Il nostro protagonista aveva a quel punto già maturato l’idea di lasciare il Paese per andare a giocare all’estero: tuttavia la dittatura di Tito e le regole vigenti non consentivano l’espatrio prima dei 28 anni. E, soprattutto, il requisito obbligatorio riguardava aver svolto il servizio militare. Senza alcuna di queste condizioni, nel calciatore maturò il piano per lasciare la Jugoslavia. Dopo aver disputato il 3 dicembre 1978 l’ultima partita con l’Hajduk (doppietta e ovazione per lui), chiese il permesso di accompagnare la fidanzata cantante Moni Kovacic negli Stati Uniti nella pausa invernale del campionato: accordato. Comunicò che si sarebbe tenuto in allenamento con l’attività indoor, prima di tornare in patria alla ripresa della stagione. In realtà, si trattava di una messinscena ben organizzata.


La MISL fu attiva per 14 stagioni, dal 1978 al 1992.

Esattamente: perché il nostro protagonista si era già accordato con i New York Arrows, club della neonata MISL (Major Indoor Soccer League). L’intenzione di Zungul era di non fare più ritorno in Jugoslavia, stabilendosi negli States per giocare inizialmente nella MISL e puntare al bersaglio grosso: la NASL, ovvero la lega calcistica outdoor che poneva in vetrina i Cosmos di Pelé, Beckenbauer e Chinaglia. L’Hajduk non sospetta nulla, finché la fuga del suo tesserato diventa palese. La situazione trova grande risalto mediatico e all’attaccante non vengono risparmiate le critiche (e le calunnie) più feroci. Traditore, disertore, ubriacone sono solo alcune delle etichette dedicate al fuggitivo.


Primo piano.

La federazione jugoslava si appella alla FIFA e arriva la squalifica per Zungul, che non può prendere parte a nessun campionato affiliato al massimo organismo mondiale. Visto che la NASL viene considerato a tutti gli effetti il campionato USA di massima divisione, l’attaccante deve ripiegare sul calcio indoor e appunto la MISL, non affiliata alla FIFA. Il ragazzo se ne fa una ragione e da quel momento abbandona il nome di battesimo, diventando Steve. Un salto non indifferente, per un calciatore che passa dal livello di una Nazionale di prestigio come la Jugoslavia e le coppe europee per club al calcio a 5 dall’altra parte del mondo, seppur da professionista ben pagato. Debutta con gli Arrows segnando 4 gol: il resto è storia. Nella sua militanza americana, Steve conquista grande popolarità apparendo sulle prime pagine di New York Times, Sports Illustrated e Newsweek.


Dopo il suo arrivo negli States, Zungul si rivolse al Tribunale internazionale de L’Aja, per vedere riconosciuto il diritto di giocare come calciatore professionista senza limitazioni di lega o Paese. La Corte Suprema di New York, infine, gli diede ragione nel 1983.


Una delle copertine dedicate a Zungul.

Segna 372 gol in 145 match con i New York Arrows, firmando nel 1983 con i Golden Bay Earthquakes che lo vedono debuttare finalmente nella NASL che sta per chiudere i battenti. Ritorna al calcio indoor vestendo i colori di San Diego Sockers (in due distinti periodi) e Tacoma Stars, prima del ritiro nel 1990. Il soprannome di “Lord of All Indoors” non necessita di spiegazioni, visto il suo ruolo preminente nell’intero movimento. Un altro protagonista di quell’epoca, il compagno di squadra Branko Segota, lo descrisse in questo modo: “Steve segnava con qualsiasi parte del suo corpo. Si trovava sempre nella posizione giusta: amava realizzare i gol”.


Una figurina con i colori dei San Diego Sockers.

Nel calcio outdoor, che lo vide come detto protagonista solo per un breve periodo tra il 1983 e il 1984, fu eletto due volte nell’All-Stars NASL, ultimo MVP stagionale (1984) nella storia del campionato prima della chiusura, di cui era stato pure capocannoniere (20 gol e 10 assist in 24 partite). Parlando a livello indoor, Zungul è l’uomo dei record della lega che ha cessato l’attività nel 1992. Detiene i primati di assist (471), reti (652) e punti (somma di reti e assist, 1.123). Per quanto riguarda i riconoscimenti individuali è stato eletto sei volte MVP (1979, 1980, 1981, 1982 ex aequo, 1985 e 1986) e quattro volte Pass Master (1980, 1982, 1985 e 1986). Nel 2023, per il suo ruolo prominente nella storia del calcio USA, è stato inserito nella National Soccer Hall of Fame: coerente con il suo desiderio di non apparire più pubblicamente, ha disertato la cerimonia che lo avrebbe visto premiato con Landon Donovan e DaMarcus Beasley.


La carriera americana di Zungul, dal portale http://www.nasljerseys.com (LINK)

Nel post calcio, ha investito i suoi guadagni in alcuni settori tra cui quello immobiliare. Oggi risiede a San Diego, in California, con la moglie americana Lorenza e i figli Sashka e Marco. Vive in un ranch di cinque ettari, si è appassionato alla vela e mantiene sempre la Dalmazia nel cuore, terra in cui è cresciuto.


Fonti

  • Mister Gol“, di Marko Bilic, Slobodna Dalmacija, 8.5.2000 (LINK)
  • Lord of All Indoors” soccer legend Steve Zungul lives quietly in Escondido retirement“, di Dweisman, The Escondido Grapevine, 26.4.2023 (LINK)
  • The forgotten story of … Steve Zungul, indoor soccer’s greatest ever player“, di Michael Lewis, The Guardian, 4.3.2016 (LINK)
  • MISL All-Time Regular Season Career Leaders“, Just Sports Stats, 20.10.2016, (LINK)

Lascia un commento