Agostino Di Bartolomei, un giorno di fine maggio

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[Pubblicato su Blog Guerin Sportivo | 18.1.2017 | Link originale]

La storia, tragica e profonda, di Agostino Di Bartolomei. Immaginando che lui stesso abbia raccontato il malessere fatale, che lo strappò alla vita il 30 maggio 1994: non una data qualunque.

SONO CRESCIUTO SANO, CURIOSO E BEN EDUCATO, DOTI TRASMESSE DAI MIEI CARI GENITORI E CHE NON MI HANNO MAI ABBANDONATO. RISPETTOSO: MOLTI DI VOI, DOPO CHE SONO ANDATO VIA DA QUESTO POSTO ORMAI INSOPPORTABILE, HANNO DETTO CHE LO SONO STATO TROPPO. FORSE DEVO DARVI RAGIONE… PERCHÉ DOPO CHE LE LUCI DEL GRANDE CALCIO SI SONO SPENTE E LA PORTA NON SI È PIÙ APERTA, NON HO AVUTO IL CORAGGIO DI CHIEDERE APERTAMENTE AIUTO. QUANTE TELEFONATE FATTE! MA IN REALTÀ, DIETRO A QUEI CONSIGLI CHE MI PERMETTEVO DI DARE, VOLEVO TRASMETTERE IL BISOGNO DI NON VENIRE DIMENTICATO DAL “MIO” MONDO. POSSIBILE CHE QUASI VENT’ANNI DI ONORATA CARRIERA, L’AMORE VISCERALE PER LA MIA CITTÀ, QUEL TRICOLORE VINTO DA CAPITANO, L’ESEMPIO… FOSSE STATO DIMENTICATO? ROMA… MI HAI DATO TUTTO, NEL BENE E NEL MALE. COMPRESA QUELLA MALEDETTA FINALE DEL 30 MAGGIO 1984: QUEL GIORNO DESIDERATO PER UNA VITA SI TRASFORMÒ IN UN PESO TROPPO INGOMBRANTE DA SCROLLARSI VIA. EPPURE C’ERANO L’ADORATA MARISA ED I MIEI BIMBI, UNA QUOTIDIANITÀ AGIATA, LA CASA AL MARE NEL CILENTO… SOGNAVO DI INSEGNARE PALLONE AI RAGAZZINI SENZA TRUCCHI E CON LA MIA PASSIONE, AVEVO IN TESTA UN PROGETTO BELLISSIMO IN QUELLA TERRA COSÌ COMPLICATA. MI PIACEVA METTERE SU CARTA LE MIE IDEE, CHISSÀ: UN GIORNO AVREI TRATTO DAI MIEI APPUNTI UN MANUALE PER I GIOVANI CALCIATORI. MI HANNO MESSO I BASTONI TRA LE RUOTE IN MILLE MODI E QUELLE TELEFONATE, BEH… CONTINUAVANO A CADERE NEL VUOTO. DIECI ANNI DOPO QUEL MALEDETTO ROMA-LIVERPOOL CHE ANCORA GRIDAVA VENDETTA, IL MALESSERE CHE COVAVO DENTRO NON TROVÒ PIÙ OSTACOLI E SI IMPADRONÌ DI ME… COME TANTE VOLTE AVEVO FATTO CON I MIEI TIRI MICIDIALI, PRESI UNA LENTA RINCORSA E… LIBERAI LA MIA FORZA PER L’ULTIMA VOLTA… RIMANGIATEVI TUTTE QUELLE FRASI DI CIRCOSTANZA, È TARDI. E RICACCIATEVI IN BOCCA QUELLO SQUALLIDO “ERA UN UOMO TRISTE”: LA RICONOSCENZA, NELLA VITA, È MERCE RARA. 


Il formidabile tiro di Agostino Di Bartolomei

Agostino Di Bartolomei, ex bandiera della Roma, si ritirò a fine carriera nella piccola frazione di San Marco di Castellabate (Salerno) di cui era originaria la moglie Marisa. Il suo ambizioso progetto legato all’insegnamento del calcio a livello giovanile trovò resistenze. Da Roma, la “sua” Roma, desiderava ardentemente una chiamata per rientrare alla base. Ma non arrivò mai. Il 30 maggio 1994, macabra decima ricorrenza dalla finale di Coppa dei Campioni persa all’Olimpico con la Roma, decise di togliersi la vita con un colpo di pistola al petto: in seguito venne ritrovato un biglietto strappato all’interno di una sua giacca, che fugò ogni dubbio sul malessere ed il disagio interiore che attraversava. Agostino aveva 39 anni. Il figlio Luca compose gli appunti del padre e pubblicò nel 2012 “Il manuale del calcio”.


3 giugno 1990, stadio Vestuti di Salerno. Agostino Di Bartolomei rilascia un’intervista a pochi minuti dalla gara che sarà l’ultima della carriera di calciatore. Una testimonianza struggente dell’uomo Di Bartolomei, simbolo di umiltà, pacatezza e dignità.

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Ama Ndlovu explores the connections of culture, ecology, and imagination.

Her work combines ancestral knowledge with visions of the planetary future, examining how Black perspectives can transform how we see our world and what lies ahead.