La storia di “Manno” Sanon, l’uomo che infranse il record di Zoff

[Contenuto originale per La Battaglia di Santiago]

Emmanuel “Manno” Sanon è stato il primo calciatore di una Nazionale centroamericana a conquistare fama planetaria, grazie alla risonanza che un suo gol ebbe durante la Coppa del Mondo 1974. Un ottimo attaccante, che poi si fece valere in Europa, di cui raccontiamo la storia.

Nato a Port-au-Prince (Haiti) il 25 giugno 1951, Emmanuel Sanon era un terminale offensivo dal fisico solido, potente, dotato di un fiuto del gol sviluppato. La sua avventura nel calcio ebbe inizio nel Don Bosco Football Club di Pétion-Ville, società che nel 1971 vinse il suo primo titolo nazionale. Ben presto ha cominciato a vestire la casacca della massima rappresentativa haitiana, grazie alle indubbie qualità.


Nel 1973, il Campionato per Nazioni Concacaf consentiva – alla prima classificata – di staccare il pass per il Mondiale 1974. Haiti vinse tale girone a 6 squadre con 2 punti di vantaggio su Messico e Trinidad & Tobago, conquistando una storica qualificazione iridata. Sanon risultò il secondo miglior marcatore del torneo, con 5 gol, dietro al trinidadiano David.


Primo piano di Emmanuel Sanon.

Convocato per la fase finale in Germania Ovest dal ct Antoine Tassy, assurse all’onore delle cronache il 15 giugno 1974. Per capire la portata dell’impresa di “Manno”, è necessario fare un piccolo passo indietro. La Nazionale italiana, inserita nel girone 4 del Mondiale insieme ad Haiti, Polonia e Argentina, arrivò alla rassegna iridata forte del record d’imbattibilità del proprio portiere Dino Zoff: l’estremo difensore azzurro non subiva una rete dal 20 settembre 1972, ovvero dal 73° di Italia-Jugoslavia. Quello di Vukotic restò l’ultimo gol incassato dalla squadra di Valcareggi per le successive 12 partite: un’eternità.


Torniamo al 15 giugno 1974, Olympiastadion di Monaco di Baviera. Italia-Haiti apre il girone e, sulla carta, vede una delle favorite contro autentici carneadi del calcio internazionale come quelli haitiani. I quali però reggono i numerosi assalti azzurri nel primo tempo, con il portiere Francillon sugli scudi assediato da Riva, Chinaglia, Mazzola e Rivera: ma la palla non entra. Si va al riposo sullo 0-0.


Stretta di mano tra Zoff e Sanon dopo Italia-Haiti al Mondiale 1974

Primo minuto della ripresa. Lancio in profondità di Vorbe per Sanon, su cui Spinosi non riesce a reagire efficacemente: il numero 20 di Haiti scarta Zoff in uscita sulla sinistra, e col mancino insacca a porta vuota. La sfera impatta la linea di gesso e alza una nuvoletta che svanisce, proprio come il record di Zoff che si ferma a 1.142 minuti. L’Italia poi reagirà ribaltando la partita, vincendo 3-1. Però la prodezza di “Manno” acquista in breve una risonanza globale.



Per la cronaca, Haiti ha segnato appena due gol al Mondiale ’74 e sono stati realizzati entrambi dal nostro protagonista che, dopo la vetrina iridata, si accasa in Belgio. Lo ingaggia il Beerschot (oggi defunto), in cui milita per sei stagioni vincendo la coppa nazionale nel 1979. L’anno dopo tenta la chance USA, accasandosi inizialmente ai Miami Americans poi ai San Diego Sockers, in cui si mette alla prova pure nel calcio indoor vincendo il campionato ’82. Si ritira nello stesso anno, in seguito a un grave infortunio al ginocchio. Con Haiti totalizza 37 reti, diventando il miglior realizzatore della storia. Un primato che, a oltre 40 anni di distanza, sta per cadere per mano di Duckens Nazon che lo ha raggiunto in vetta il 14 ottobre scorso.



Selezionatore della Nazionale tra il 1999 e il 2000, Sanon viene insignito proprio nel ’99 quale Atleta Haitiano del Secolo. Nel 2007, pochi mesi prima della scomparsa, Haiti lo omaggia con l’Ordine nazionale dell’Onore e del Merito, la più alta onorificenza assegnata direttamente dal Presidente della Repubblica. Colpito da un tumore al pancreas, scompare a Orlando (Stati Uniti) il 21 febbraio 2008 all’età di 56 anni. Il 5 marzo hanno avuto luogo i funerali di Stato nel Silvio Cator Stadium di Port-au-Prince, con gli ex compagni di squadra – che indossavano una t-shirt celebrativa recante la foto di “Manno” insieme a Zoff – a sorreggere il feretro sovrastato dalla bandiera di Haiti. In riconoscimento delle sue imprese sportive per il Paese, è stato sancito dallo Stato haitiano un vitalizio alla sua famiglia.


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