Un anno dopo aver visto Pelé sollevare la Coppa del Mondo, l’Estadio Azteca tornò a riempirsi per un evento che per decenni sarebbe quasi scomparso dalla memoria del calcio.

Tra agosto e settembre 1971, il Messico ospitò il secondo campionato mondiale femminile organizzato dalla federazione indipendente FIEFF, competizione non riconosciuta dalla FIFA. Parteciparono sei nazionali: Messico, Danimarca, Italia, Argentina, Francia e Inghilterra. Il torneo diventò però un fenomeno popolare. Lo stadio Azteca registrò folle gigantesche e il 5 settembre 1971, per la finale Messico-Danimarca, furono presenti circa 110mila spettatori, cifra riconosciuta anche dal Guinness World Records.

Una studentessa di 15 anni zittisce l’Azteca

La protagonista assoluta fu Susanne “Susy” Augustesen, studentessa danese di appena 15 anni. Davanti a un pubblico quasi interamente schierato con il Messico, Augustesen realizzò tutti e tre i gol del 3-0 che consegnò alla Danimarca il titolo. Dopo la terza rete avvenne qualcosa di inatteso: parte del pubblico messicano iniziò ad applaudire le avversarie, riconoscendone la superiorità.


Lis Pedersen, capitana della Danimarca, solleva il trofeo.

La Danimarca conquistava così il secondo mondiale non ufficiale consecutivo, dopo quello disputato in Italia nel 1970.

La rosa campione (Commissario tecnico: Joergen Andreasen)

Portieri: 1 Birte Kjems (1949), 12 Lena Schelke Larsen (1947).

Difensori: 4 Ann Andreasen Stengaard (1955), 6 Annette Frederiksen (1954-2022), 13 Ingrid Hansen (1955), 2 Solveig Hansen (1946), 14 Mona Lisa Jensen (1951), 3 Lis Westberg Pedersen (1946-2017).

Centrocampisti: 7 Inger Tulle Pedersen (1950-2022), 5 Asta Vig Nielsen (1949).

Attaccanti: 11 Susanne Augustesen (1956), 10 Helene Ostergaard Hansen (1941), 8 Marianne Kamp (1955-2011), 15 Bente Jensen (1951), 9 Lis Lene Nielsen (1951), 16 Lone Nielsen (1948-1997).



Dai 110mila dell’Azteca ai 125 spettatori

Il dettaglio più incredibile arriva però dal ritorno a casa. Poco dopo il trionfo mondiale, alcune delle campionesse tornarono ai rispettivi club. Una partita tra Femina e Sundby attirò appena 125 persone. Dalle tribune incandescenti dell’Azteca a un campo quasi vuoto nel giro di poche settimane.

All’epoca la federazione danese non aveva ancora riconosciuto ufficialmente il calcio femminile. Lo avrebbe fatto soltanto nel 1972. Per questo Messico 1971 resta una delle storie più sorprendenti degli anni Settanta: un Mondiale senza FIFA, una finale davanti a 110mila persone e una quindicenne capace di segnare una tripletta, prima che il calcio decidesse quasi di dimenticare tutto.



Susanne “Susy” Augustesen segnò tutti i gol del 3-0 con cui la Danimarca superò il Messico nella finale del Mondiale femminile non riconosciuto dalla FIFA. Diversi club italiani provarono subito a portarla nel nostro Paese, ma Augustesen e i genitori decisero di aspettare la maggiore età. Nel 1974, compiuti i 18 anni, arrivò finalmente in Italia scegliendo il Bologna. Quello che sembrava un trasferimento avventuroso sarebbe diventato una permanenza calcistica lunga 21 anni.


Susy Augustesen, con la maglia del Modena negli anni Ottanta.


Una macchina da gol della Serie A

Dopo Bologna arrivarono Gamma 3 Padova, Valdobbiadene, Conegliano, Lazio, Cagliari, Alaska Lecce, Trani e Modena, prima di un nuovo ritorno in Sardegna.

I numeri sono giganteschi: oltre 600 gol, sei campionati italiani, due Coppe Italia e soprattutto otto titoli di capocannoniere della Serie A. UEFA la ricorda come una delle grandi pioniere del calcio femminile europeo.

Le sue stagioni da regina delle marcatrici raccontano una longevità impressionante: 29 gol nel 1975, 28 nel 1976, addirittura 42 nel 1977, poi 29 nel 1979. Negli anni Ottanta continuò a segnare con la stessa facilità: 32 reti con il Cagliari nel 1981-82, 31 con l’Alaska Lecce nel 1982-83, 25 con la Lazio l’anno seguente e 34 con il Trani nel 1986-87.

La campionessa senza Nazionale

La parte più paradossale della sua storia riguarda la Danimarca. Quando la federazione danese riconobbe ufficialmente il calcio femminile, Augustesen era ormai proiettata verso l’Italia. Nonostante oltre due decenni ad altissimo livello, non venne mai convocata nella nuova Nazionale ufficiale. Le sue presenze internazionali rimasero quindi quelle, non riconosciute, dell’epoca pionieristica.

Il riconoscimento arrivò molto più tardi. Nel 2017 Susanne Augustesen entrò nella Hall of Fame del calcio danese, tra le prime donne a ricevere questo onore.

Omaggi

Successivamente, sono stati prodotti diversi lavori in ambito mediatico per omaggiare questa pagina di storia del calcio femminile. L’ultimo dei quali, Copa 71, è stato pubblicato nel 2023 e prodotto dalle ex tenniste Serena e Venus Williams.