William Ramallo, “El Fantasma”

[Contenuto esclusivo per La Battaglia di Santiago | ® RIPRODUZIONE RISERVATA]

Un exploit isolato, legato ad un particolare momento storico come il ritorno della Bolivia ai Mondiali dopo 44 anni. Quella squadra, guidata dal baffuto basco Azkargorta, arrivò negli States grazie alla performance di William Ramallo.


William Ramallo è stato un buon attaccante boliviano, che visse un brevissimo momento di popolarità legato alla storica qualificazione della Bolivia per i campionati del mondo di Stati Uniti 1994. Ramallo – nome completo William Luis Ramallo Fernandez – è nato a Cochabamba il 4 luglio 1963. Centravanti di doti fisiche trascurabili, faceva dell’opportunismo il suo grande valore aggiunto.


Tanto che i tifosi sudamericani, da sempre prodighi di fantasia nei confronti dei loro beniamini calcistici, lo avevano soprannominato in un modo ben preciso: “El Fantasma“, per la sua capacità di trascorrere lunghi periodi nascosto in area di rigore e infine comparire per colpire nei momenti meno attesi. Insomma, un opportunista consumato.


Con la casacca della Bolivia

Sfruttando questa sua caratteristica, Ramallo diventò l’inatteso capocannoniere delle eliminatorie sudamericane per il Mondiale citato del ’94 realizzando ben 7 (delle sue 11 segnature della carriera in Nazionale) appunto nelle qualificazioni: andò a rete contro Venezuela (4), Ecuador (2) e Uruguay. Negli States, nonostante l’utilizzo da titolare in tutti e tre gli incontri disputati dalla compagine boliviana, non avrebbe lasciato traccia sul tabellino dei marcatori.


Primo piano

Un apprezzato attaccante in patria, che giocò per 15 anni vestendo – tra le altre – le maglie di Bolivar, Jorge Wilstermann, Destroyers e Oriente Petrolero. Nella Nazionale boliviana, in cui aveva esordito nel 1989, disputò in tutto 36 incontri realizzando 11 reti di cui come detto la maggior parte fu messa a segno nelle eliminatorie per Usa ’94.



Appese le scarpe al chiodo, è diventato allenatore: attualmente (2023) ricopre l’incarico di assistente della selezione boliviana, dopo aver guidato il Nacional Potosì e il San José. Suo figlio Rodrigo, anche lui attaccante e classe 1990, ha disputato 30 incontri con la massima rappresentativa verde.


Lascia un commento