Napoli, settembre 1970. Angelo Sormani, centravanti da diversi anni protagonista della Serie A, è appena arrivato in azzurro e deve ancora prendere confidenza con la sua nuova città quando gli capita una disavventura degna di una sceneggiatura. Nella notte, alcuni ladri entrano in un garage di via Stazio, a Posillipo, prendono di mira diverse automobili e “alleggeriscono” quella dell’attaccante brasiliano naturalizzato italiano della sua autoradio.
Sormani scopre il furto al ritorno dall’allenamento al San Paolo. Va al commissariato, denuncia l’accaduto e poi sceglie una strada decisamente meno convenzionale: si presenta nella redazione di un quotidiano napoletano e lancia un appello ai responsabili.
Il 12 settembre 1970 La Stampa lo riassume con un titolo irresistibile: “I ‘ladruncoli’ di Napoli ascolteranno Sormani?”.
“RIDATEMI LA RADIO E FACCIO DUE GOL”
La proposta del neo attaccante del Napoli è semplice. Se la sua radio tornerà al legittimo proprietario, lui promette di segnare due reti nella successiva partita di Coppa Italia contro il Catania.
Una sorta di patto calcistico con ignoti. Il giornale racconta che l’“appello-promessa” finisce addirittura in prima pagina e ipotizza, con il linguaggio colorito dell’epoca, che qualcuno possa attivarsi per far ricomparire l’apparecchio prima della domenica, magari accompagnato da una lettera di scuse.
IL SAPORE DI UN’EPOCA
La vicenda racconta bene un calcio lontanissimo da quello contemporaneo. Niente comunicati social, uffici stampa o dichiarazioni filtrate. Un giocatore subisce un furto, entra nella redazione di un giornale e manda un messaggio direttamente ai ladri, mettendo sul tavolo persino due gol come ricompensa simbolica.
Sullo sfondo c’è la Napoli del 1970, con Sormani appena entrato nell’universo azzurro e subito protagonista di una piccola storia urbana, di cui non è data sapere la conclusione.
Una notizia di cronaca minuta, forse. Ma oltre mezzo secolo dopo conserva tutto il sapore di quell’epoca: un’autoradio scomparsa, un centravanti, una partita di Coppa Italia e una promessa che trasformava persino un furto in racconto calcistico.


Rispondi