Fio Maravilha, il gol che diventò una canzone proibita

Nel 1972 un gol di Fio Maravilha ispirò Jorge Ben Jor e conquistò il Brasile. Poi arrivarono una causa giudiziaria, un nome cancellato e una riconciliazione dopo 35 anni.

Un gol destinato a diventare musica

Esistono calciatori che raggiungono l’immortalità grazie a un Mondiale, una coppa o un’impresa irripetibile. E poi c’è João Batista de Sales, detto Fio Maravilha, che deve la propria eternità a un gol e a una canzone. Una storia in cui il calcio incontra la musica, l’affetto si trasforma in incomprensione e il tempo finisce per rimettere ogni cosa al proprio posto.

Siamo al 15 gennaio 1972, nello sterminato Maracanã di Rio de Janeiro. Il Flamengo affronta il Benfica in un torneo internazionale amichevole. Fio Maravilha, attaccante generoso ma non sempre apprezzato dalla tifoseria, parte dalla panchina. A guidare i brasiliani c’è Mário Zagallo. Nella ripresa entra con il numero 14. Al 33° minuto riceve il pallone, supera due difensori, evita il portiere e deposita in rete il gol dell’1-0. Lo stadio esplode. Tra gli spettatori c’è anche un tifoso speciale: Jorge Ben, destinato a diventare uno dei giganti della musica brasiliana.

Jorge Ben e quel ritornello irresistibile

Il musicista rimane folgorato dall’impresa. Decide così di raccontarla in una canzone, trasformando una normale azione calcistica in un piccolo poema popolare. Nasce Fio Maravilha, pubblicata nell’album Ben. La composizione mescola samba, ritmo e passione calcistica. Non racconta un grande campione internazionale, ma un attaccante popolare, imperfetto, capace per un istante di conquistare tutti.

La cantante Maria Alcina interpreta il brano al Festival Internacional da Canção del 1972, conquistando il pubblico e vincendo la competizione. Quel gol diventa patrimonio musicale del Brasile.

La causa giudiziaria e il nome cancellato

Poi accade qualcosa di imprevedibile. Un avvocato vicino a Fio Maravilha solleva la questione dei possibili compensi legati all’utilizzo del soprannome del calciatore. La vicenda approda in tribunale. Jorge Ben, profondamente amareggiato, modifica la canzone. Il protagonista non si chiama più Fio Maravilha, ma Filho Maravilha.

La beffa è clamorosa: l’uomo celebrato da una delle più affettuose canzoni calcistiche brasiliane perde il proprio nome proprio dentro quel brano. Il musicista arriverà persino a sospenderne temporaneamente l’esecuzione dal vivo. Il calciatore, molti anni dopo, racconterà che non aveva immaginato conseguenze simili. Voleva chiarire la questione economica, non distruggere quell’omaggio.



Dalle luci del Maracanã alle pizze di San Francisco

Intanto la vita di Fio prende un’altra direzione. Terminata la carriera brasiliana, attraversa l’oceano e si stabilisce negli Stati Uniti, dove gioca ancora a calcio prima di reinventarsi professionalmente. A San Francisco lavora anche come fattorino per la consegna delle pizze. Una quotidianità lontanissima dalle folle del Maracanã.

Nel 1994, intervistato dalla Folha de S.Paulo, riconosce un paradosso commovente: senza quella canzone, probabilmente, il pubblico non avrebbe conservato un ricordo altrettanto vivo di lui. Perché le reti vengono dimenticate, le classifiche ingialliscono. Ma una melodia può continuare a viaggiare per generazioni.

2007, la pace dopo trentacinque anni

Il lieto fine arriva nel 2007. Attraverso una trasmissione televisiva brasiliana, Fio Maravilha invia un messaggio a Jorge Ben Jor, ringraziandolo per l’omaggio e autorizzandolo esplicitamente a utilizzare nuovamente il soprannome originale. Il cantautore accoglie il gesto, dichiara di non nutrire rancore e invita l’ex calciatore a un proprio concerto. Dopo 35 anni, quella storia ritrova finalmente la sua armonia.

E c’è un ultimo particolare straordinario: secondo le ricostruzioni brasiliane, le immagini televisive del celebre gol non sono sopravvissute. Il capolavoro di Fio Maravilha, dunque, continua a vivere soprattutto nelle parole, nei ricordi e nella musica. Un gol senza filmato. Un calciatore senza coppe leggendarie. Un cantante che seppe trasformare novanta minuti di calcio in qualcosa di eterno.

Perché certe reti finiscono negli archivi. Altre, per fortuna, finiscono nei dischi.

I due protagonisti della storia

Fio Maravilha (all’anagrafe João Batista de Sales) è nato a Conselheiro Pena (Brasile) il 19 gennaio 1945. Fratello minore di Germano, che giocò in Italia con Milan e Genoa, diventando famoso per una love story a lungo sui media. Cresciuto calcisticamente nel Flamengo, debutta ventenne in prima squadra. Conosciuto inizialmente solo come Fio, diventa Fio Maravilha in seguito all’omaggio musicale di Jorge Ben realizzato dopo il famoso gol descritto in questo articolo. Attraversa tutti gli anni Settanta in patria, poi si trasferisce negli USA. A livello professionale, dovette ripiegare sul lavoro di portapizze a San Francisco. Oggi ha 81 anni.

Jorge Ben Jor (all’anagrafe Jorge Duílio Lima Menezes) è nato a Rio de Janeiro (Brasile) il 22 marzo 1939. Considerato uno dei più importanti esponenti storici della musica brasiliana, si è distinto in vari generi: è stato soprannominato “Il padre del samba-rock” e “L’alchimista del funk”. Ha pubblicato 14 album in studio e uno live. Nel 2005 ha ricevuto il Latin Grammy Lifetime Achievement Award, per il suo contributo alla musica latina nel mondo. Oggi ha 87 anni.

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