Panatta centravanti: quando il campione di tennis giocò in Seconda Categoria
Alla fine del 1975 Adriano Panatta era già uno dei volti più conosciuti dello sport italiano. Per una domenica, però, il tennis lasciò spazio al calcio.
Dalla racchetta ai tacchetti
Il campione romano accettò infatti di scendere in campo con il Montemurlo, squadra impegnata nel campionato toscano di Seconda Categoria, indossando la maglia numero 9 e venendo utilizzato nel ruolo di centravanti.
L’episodio finì sulle pagine del Guerin Sportivo, che nel numero 1 del 1976 dedicò alla curiosa esperienza un ampio servizio dal titolo “Adriano Panatta calciatore al 7%”. Non si trattò soltanto di una presenza simbolica. Panatta prese parte alla preparazione della gara, al riscaldamento e quindi alla partita, provando a misurarsi con un ambiente completamente diverso rispetto a quello dei grandi tornei internazionali.

Un numero 9 sotto osservazione
L’attenzione del pubblico era inevitabilmente concentrata su di lui. Secondo il racconto del Guerin, Panatta mostrò qualche difficoltà nell’adattarsi ai movimenti richiesti a un centravanti, ma riuscì comunque a rendersi protagonista di alcuni episodi. Il settimanale evidenziò in particolare un colpo di testa effettuato durante il riscaldamento, tanto da dedicargli un riquadro specifico intitolato “La testata di Panatta”.
Il giudizio sulla prestazione fu volutamente ironico. Lo stesso tennista prese con leggerezza il risultato dell’esperimento. “Andrò meglio la prossima volta“, dichiarò al termine dell’incontro. Poi aggiunse una battuta rivolta al grande rivale del tennis mondiale: “Scommetto che Borg avrebbe fatto peggio di me“.
Una domenica diversa per il calcio dilettantistico
La presenza di Panatta trasformò inevitabilmente una normale partita di Seconda Categoria in un piccolo evento. Il Guerin Sportivo documentò la giornata con diverse fotografie: Panatta in azione, durante il riscaldamento e nella foto di squadra con i nuovi compagni. Sugli spalti arrivarono numerosi curiosi, attratti dalla possibilità di vedere uno dei più importanti sportivi italiani alle prese con pallone e scarpe da calcio.

Terminata la gara, il protagonista tornò invece in una situazione decisamente più familiare: quella degli autografi e degli incontri con gli ammiratori.
Una curiosità nell’anno che precedette il trionfo
L’episodio acquista ulteriore fascino osservandolo con il senno di poi. Pochi mesi più tardi, nel 1976, Panatta avrebbe vissuto la stagione più importante della propria carriera, vincendo Internazionali d’Italia e Roland Garros e contribuendo alla conquista della Coppa Davis da parte dell’Italia.
Prima di quell’anno irripetibile, però, ci fu anche questa parentesi lontana dai campi in terra rossa: Adriano Panatta centravanti del Montemurlo, per una domenica di calcio dilettantistico rimasta immortalata sulle pagine del Guerin Sportivo.
